Punta del Sabbione (Hohsandhorn) in Val Formazza


punta del sabbioneLa nostra meta per i prossimi tre giorni è la Punta del Sabbione (Hohsandhorn), l’ispirazione ci è venuta qualche sera fa parlando con una coppia di Alagna Valsesia durante una cena al rifugio Claudio e Bruno, in Val Formazza, ed alla quale avevamo dovuto rinunciare per il brutto tempo.
Si tratta di una cima di 3182 metri alla quale si giunge risalendo un facile ghiacciaio a nord della Punta d’Arbola.

Prima di iniziare il racconto trovate qui di seguito qualche strumento utile sia per seguire il racconto stesso, sia nel caso vogliate ripetere l'esperienza.


- la mappa topografica dell'intero percorso
- la mappa topografica del primo giorno
- la mappa topografica del secondo giorno
- la mappa topografica del terzo giorno
- la traccia gps


Sabato 18 Agosto 2018 : Sono le 08,50, quando dopo aver parcheggiato presso la diga di Morasco (quota 1764 m.), ci incamminiamo sul sentiero CAI G39, che inizialmente costeggia la diga verso nord-ovest, poi risale una gola incisa dal torrente del Sabbione e a circa 2000 metri di quota piega decisamente ad ovest, percorriamo circa un km in falso piano poi con una serie di tornanti  arriviamo al Rifugio Città di Busto (2482 m), una breve sosta per ammirare il panorama e riprendiamo il cammino percorrendo la Piana dei Camosci verso ovest per 2 km giungendo alla diga del Sabbione.
Anche qualche giorno fa percorrevamo questo sentiero, ma non c’è niente da fare : ogni tanto dobbiamo fermarci per ammirare il panorama !

Costeggiamo il lago per un tratto di circa 800 metri, poi il sentiero sale ed in breve siamo al Rifugio Claudio e Bruno a quota 2.700 circa, il nostro campo base. Rifugio Claudio e Bruno
Dopo aver mangiato un minestrone di ceci e lasciato parte del materiale che non ci occorre ci rimettiamo di nuovo in cammino con destinazione : Blinnenhorn.

Guardando il rifugio sulla destra c'è una fontana ed il sentiero G39 che conduce al Rifugio 3A, lo seguiamo per un breve tratto e poi lo abbandoniamo procedendo in direzione nord ovest subito in buona pendenza su ghiaione mentre alcuni stambecchi ci controllano dall'alto. Salendo al Blinnenhorn
Non è la prima volta che saliamo su questa Montagna di 3.370 metri, ma il percorso ha sempre un fascino particolare, oggi poi siamo attratti anche dalla vista del percorso che faremo domani, ogni tanto ci fermiamo ad osservarlo sulla nostra sinistra e devo dire che il ghiacciaio mi fa abbastanza impressione, grigio e percorso da striature mi rammenta Moby Dick ! Speriamo bene ! Salita al Blinnenhorn

Quando arriviamo in vetta (3.375 m.) le nuvole si stanno addensando, ma non possiamo fare a meno di fermarci un poco per fare qualche foto, poi riscendiamo velocemente ma fermandoci ogni tanto per ammirare altri piccoli tesori : minuscoli fiori. Perle Alpine
Giunti al rifugio ci ristoriamo con una doccia calda ed un'ottima cena. Blinnenhorn

Alba al Rifugio Claudio e BrunoDomenica 19 Agosto 2018 : Ci alziamo alle 05,30, alba molto bella, quindi fatta colazione, poco prima delle 07,00 ci mettiamo in cammino, sul retro del rifugio il sentiero in direzione sud-ovest è indicato da ometti in pietra, inizialmente quasi in pari, poco dopo inizia a perdere quota per condurci sul ghiacciaio ed alle 07,30 a circa 2.680 m., dopo aver calzato i ramponi, ci leghiamo in cordata.

Iniziamo la salita portandoci al centro della "strada di ghiaccio", poi ci spostiamo un poco sulla destra e quando scorgiamo il passo di Mittlenberg ci puntiamo direttamente. Alcuni crepacci striano il ghiacciaio, ma sono evidenti per cui li aggiriamo o li saltiamo senza problemi. Alle 09,15 giungiamo alla cresta rocciosa, a quota 3.050 per cui ci togliamo i ramponi, beviamo un poco di thè caldo, quindi proseguiamo sulla sinistra sempre in cordata. La cresta diventa facile sentiero segnalato da ometti e alle 10,00 raggiungiamo la croce di vetta a quota 3.182. Salita alla Punta del Sabbione

Purtroppo il cielo è abbastanza nuvoloso ed è abbastanza freddo per cui non ci tratteniamo molto, giusto il tempo di scattare qualche foto e riprendiamo la discesa.
Nella parte inferiore del ghiacciaio facciamo spesso riferimento al gps più che altro per ritrovare il punto esatto in cui inizia il sentiero che ci riporta al rifugio, dove arriviamo alle 12,40. Si scende
Dopo aver ripreso il materiale che avevamo lasciato ci dirigiamo ai Rifugio Città di Busto, salendo però al Rifugio 3A per non ripetere l'itinerario di ieri.

Il cielo è sempre più scuro e poco dopo inizia a piovere, facciamo sosta al rifugio per un'oretta sia per mangiare ma anche per non bagnarci troppo, bello come struttura anche all'interno e molto ospitali i gestori. Rifugio 3A
Fortunatamente alle 14,30 smette di piovere per cui riprendiamo la discesa verso i vecchi impianti da sci seguendo inizialmente ometti di pietra, poi una parte di nevaio ed infine giungiamo alla Piana dei Camosci, quindi in pochi minuti al Rifugio Città di Busto, anch'esso molto carino.
Anche per oggi una bella doccia calda ed ottima cena. Rifugio Città di Busto

Vista dalla Punta dei CamosciLunedì 20 Agosto 2018 : Colazione alle 06,00, per oggi il meteo mette bello almeno sino alle 16,00 ma il giro sarà lungo per cui alle 06,40 siamo operativi sul sentiero CAI G43 (per il passo del Gries) che scende nella Piana dei Camosci verso nord e risale l'altro versante.

Alcuni anni fa avevamo percorso questo sentiero nel senso opposto ed oggi abbiamo la sensazione che sia molto meno impegnativo di allora, comunque anche nelle guide è indicato "EE" ed in alcuni punti attrezzato con catene.


Giunti a quota 2.670, mentre sostiamo un poco prima di accingerci a fare la salita alla Punta dei Camosci, avvistiamo a poca distanza un branco di 7 stambecchi che brucano tranquilli e non si curano affatto di noi; con una divagazione (comunque prevista) dal nostro percorso, iniziamo la salita alla Punta lasciando però gli zaini nei pressi di un grosso masso.
Il sentiero è semplice tranne la breve cresta finale, dove dobbiamo prestare maggior attenzione, la salita valeva la pena : oggi la vista è sgombra da nubi e restiamo sulla vetta (quota 3.045 m.) un poco più del solito, da qui vediamo quasi tutto il percorso fatto e quello che dovremo fare oggi, il ghiacciaio dell'Arbola, la Punta del Sabbione, il Blinnenhorn, l'Oberland, il Gries ... Punta dei Camosci

Riscendiamo, recuperando gli zaini ed altra breve sosta presso gli stambecchi che non si sono mossi, forse ci stavano aspettando per farsi fotografare !

Continuiamo il cammino verso il Passo del Gries, siamo in territorio svizzero, quindi su sentiero G0 direzione est, praticamente in falso piano alle 11,45 giungiamo al Rifugio Capanna Corno.
Tutte le volte che vedo questo edificio ho delle sensazioni contraddittorie, da una parte l'aspetto bizzarro non mi ispira simpatia, non perchè voglia restare ancorato alla classica struttura in pietra magari con le finestre azzurre ed il tetto rosso, ma questo lo trovo bizzarro, forse è stato realizzato così per ragioni energetiche, chissà ... Rifiugio Capanna Corno 
Riale in Val Formazza

 

Camminiamo sempre in falsopiano direzione est ancora per circa 3,3 km ammirando sulla nostra sinistra delle belle montagne che ricordano scorci delle Dolomiti, invece in basso una strada tortuosa è percorsa da qualche moto rumorosa.
Alle 13,20 siamo al Passo San Giacomo, nuovamente in territorio italiano, dove cambiamo la direzione di marcia, in leggera discesa, proseguendo verso sud costeggiando prima il Passo di Valmaggia, il Basodino, tocchiamo la diga del Lago del Toggia e sostiamo un attimo al Rifugio Maria Luisa, poi come dice il detto "come i cavalli quando sentono l'odore della stalla" aumentiamo il passo per scendere al villaggio Walser di Riale con bellissime e tipiche case in legno nei pressi del parcheggio dove finisce il nostro cammino ed il mio racconto. Riale villaggio Walser

 

Note :  si tratta di un percorso che richiede buon allenamento ed abbigliamento adatto;  la salita alla Punta del Sabbione ovviamente deve essere effettuata con attrezzatura da ghiacciaio, siamo in un ambiente affascinante forse anche perchè non affollato, anche di questo se ne tenga conto al momento di pianificare l'escursione descritta o parte di essa.

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